Le Nostre Richieste


I diritti umani di centinaia di milioni di persone nel mondo, sono minacciati dalla crisi economica e finanziaria e dai cambiamenti climatici. E’ drammaticamente a rischio l’esistenza stessa di queste persone. 
 
Il prossimo Summit del G8 è un’occasione storica per ripensare le regole, le priorità e la sostenibilità dello sviluppo. La Coalizione italiana contro la povertà ritiene urgente che vengano modificate le priorità, le strategie e i numeri della politica e dell’economia internazionali.
 
Il G8. Cosa, come, quando e dove?
Il G8 consiste in un processo che culmina in un Vertice con cadenza annuale, nel corso del quale i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dialogano per trovare soluzioni alle principali questioni globali riassunte nella “Dichiarazione Finale”. Il Gruppo degli Otto o G8 è composto da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Francia, Stati Uniti e Russia sono rappresentati dai Capi di Stato; Regno Unito, Germania, Giappone, Italia e Canada partecipano con i propri Capi di Governo. L’Unione Europea – attraverso la Commissione Europea – partecipa al G8, ma non presiede né ospita il Vertice G8. Gli otto membri si incontrano una volta all’anno a livello di Capi di Stato e Governo. In ambito G8, un ruolo fondamentale è svolto dagli Sherpa (dal nome delle guide che aiutano gli scalatori a raggiungere le vette himalayane) che rappresentano personalmente i rispettivi Capi di Stato e di Governo per tutte le questioni che formano l’agenda del Vertice. Il G8 si svolgerà quest'anno a Deauville in Francia, dal 26 al 27 maggio.
 
Le nostre richieste:
 
SERVIZI ESSENZIALI
L’Italia può influire in maniera rilevante e dare impulso ai principali strumenti in atto per garantire i diritti economici e sociali: l’Education For All Fast Track Initiative, il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria, il General Framework for Action e altre iniziative globali sull’acqua.
 
SICUREZZA ALIMENTARE
La FAO ha stimato che le persone che soffrono la fame sono quasi un miliardo. Un bilancio drammatico, acuito dalla speculazione finanziaria responsabile di milioni di nuovi poveri.
Per contrastare questa situazione, è urgente adottare strumenti che assicurino la stabilità finanziaria e climatica, combattano la volatilità dei prezzi e aiutino gli agricoltori del Sud ad adattarsi ai cambiamenti climatici.
Il primo fondamentale passo è investire nell’agricoltura gestita dai piccoli agricoltori del Sud del mondo e proteggere i più vulnerabili dalla fame, passando subito dai 3.9 miliardi di dollari stanziati nel 2006 a 30 miliardi di dollari all’anno.
 
FINANZA GLOBALE
Correggere le distorsioni che hanno portato alla attuale crisi finanziaria internazionale e orientare un nuovo assetto che contribuisca a realizzare il diritto universale allo sviluppo: è questa la duplice sfida che deve affrontare la comunità internazionale.
Per vincere questa sfida storica, bisogna arginare la speculazione finanziaria, monitorare i suoi strumenti (hegde funds, private equity, derivati) e porre fine allo scandalo dei paradisi fiscali. Fermare immediatamente la fuga di capitali che colpisce i Paesi del Sud è la condizione essenziale del nuovo assetto finanziario.
E’ fondamentale inoltre rilanciare gli impegni assunti a Monterrey e intervenire in maniera decisa per mettere sotto controllo la speculazione e la volatilità dei capitali. L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo va aumentato su scala globale, nel rispetto degli impegni assunti dai Paesi del G8 a Gleaneagles nel 2005, fino al traguardo dello 0,7% del PIL entro il 2015. Un risultato, questo, che fa parte dell’Ottavo Obiettivo del Millennio delle Nazioni Unite.
 
CLIMA
L’emergenza climatica rappresenta il rischio maggiore che la comunità internazionale deve affrontare.
I Paesi del G8 devono e possono svolgere un ruolo essenziale anche per ciò che attiene lo sviluppo sostenibile: devono, perché sono responsabili di circa il 39% delle emissioni attuali di gas serra e del 62% delle emissioni storiche; possono perché, pur rappresentando solo il 13,5% della popolazione, detengono oltre il 60% della ricchezza mondiale.
Il G8 deve contribuire a creare un accordo equo, ambizioso ed in linea con la scienza che, mantenendo il riscaldamento globale il più lontano possibile dai 2 gradi centigradi, eviti dei cambiamenti climatici disastrosi ed irreversibili. I paesi sviluppati devono impegnarsi a ridurre le emissioni , entro il 2020, di almeno il 40% (per rapporto ai livelli del 1990) e a mettere a disposizione le risorse ingenti necessarie per l’adattamento, la mitigazione ed il trasferimento di tecnologie per i paesi in via di sviluppo. I bisogni totali ammontano ad almeno 110 miliardi all’anno. Per l’adattamento i paesi sviluppati dovranno fornire tra i 50 e gli 86 miliardi di dollari all’anno se si vuole evitare che le popolazioni vulnerabili siano colpite in modo drammatico.
 
UNA NUOVA GOVERNANCE GLOBALE
E’ urgente una nuova governance che assicuri la tutela dei beni pubblici globali. C’è troppo potere concentrato nelle mani di pochi che hanno una influenza sproporzionata, anche all’interno delle istituzioni multilaterali. E’ essenziale, quindi, un passaggio ad una democrazia più trasparente nei processi decisionali; una democrazia, basata sullo stato di diritto e sull’etica delle responsabilità, che superi il conflitto fra interesse nazionale e solidarietà internazionale e che miri al bene comune.